giovedì 26 aprile 2012

Francia, istruzioni per l'uso: Provenza

Che in Provenza ci fosse troppo vento, il sottoscritto lo sapeva già. Lo aveva imparato, naturalmente a sue spese, cinque anni fa, quando, cooptato da un'allegra banda di cicloturisti per un improbabile raid Lourdes-Milano, si era trovato a dover condurre, a botte di 53x12, attraverso tutta la regione, un'equipe di cavalli sfiancati. Il fatto che si trattasse di un santo pellegrinaggio, non gli aveva comunque impedito di imprecare in cinque lingue e di imbufalirsi con la Gendarmerie e con alcuni turisti belgi (o belghi?) di passaggio. Così come, appena arrivati a San Raphael, meta di giornata, di scolarsi un paio di pastis consolatori.

Comunque sia, per motivi del tutto contingenti allo scopo della missione (pedalare, pedalare e poi pedalare), gli erano sfuggite due caratteristiche delle spiagge provenzali. L'assoluta mancanza di sassi e la scarsa quantità di bagnanti indossanti la parte superiore del costume da bagno.

Ora, la seconda caratteristica è facilmente spiegabile con quanto accennato a proposito del vento eccessivo. Quest'ultimo, appare logico, li ha strappati alle bagnanti (che comunque non sembrano crucciarsi troppo della terribile contingenza). Non si esclude nemmeno che, almeno per quanto riguarda le misure più grandi, che tali indumenti possano venire utilizzati, una volta ritrovati e opportunamente rivenduti, per trainare, sempre con la forza del vento, degli strani skate-board da mare. Quelli che i francesi chiamano kite surf, così utili per sfracellarsi contro le murate del traghetto Hyeres-Pourquerolles (si evitino facili quanto inopportuni giochi di parole tra il nome delle isole e l'abnorme quantità di bagnanti prive di reggiseno, i francesi sono molto suscettibili). Traghetto dal costo eccessivo, pieno di turisti toscani con nonni e zii sordi al seguito, traghetto comandato da Capitan Findus in persona (abbiamo discusso di pipe per tutta la traversata)

Le isole, a discapito del nome, sono più che altro una meta per famiglie più o meno numerose. Il vero turismo sessuale si fa altrove.

Non trova invece spiegazioni plausibili, invece, l'assoluta assenza di sassi sulle spiagge. Assenza, questa, che mette in crisi i bambini, abituati da secoli a quell'intelligentissimo gioco che consiste nel gettarli, assolutamente a caso, in mare. Ma che crea comunque fastidi anche ai collezionisti di pietre, ai fabbricanti di fermacarte, ai frombolieri della domenica (appare quindi del tutto naturale la scelta di ambientare la la "Guerra dei bottoni" nell'Ardeche).
Nessuna ipotesi soddisfacente è stata ancora elaborata dai migliori scienziati francesi. I sassi non ci sono punto e basta. E poco consenso ha riscosso la proposta di sostituirli con tocchetti di Camenbert. Del resto su una spiaggia colma di donne a seno nudo, l'assenza di sassi è l'ultimo dei problemi.